Le elezioni hanno dato il loro verdetto. Le Marche, dopo anni di malgoverno del centro-sinistra e di silenzio colpevole rispetto alle domande di giustizia e di protezione provenienti da molti strati della popolazione, vanno a destra e lo fanno per incanalare una rabbia che resta drammaticamente senza progetto. Dipende da Noi, in tutto questo, ottiene un risultato buono se pensiamo alla giovane età del movimento e alle poche risorse economiche a nostra disposizione per farci conoscere. Per noi questo è solo l’INIZIO.

Nel pensiero occidentale l’atto di cominciare, di dare avvio a una storia nuova, viene abitualmente collocato in un tempo mitico, in un fantomatico punto zero che si perde nel lontanissimo passato della cronologia. Dobbiamo invece pensare l’atto di iniziare come un’origine sempre operante, non un punto distante nel tempo, ma la sorgente di ogni divenire storico, sempre accessibile nel qui e ora. Ecco, allora, che Dipende da Noi si prepara a un nuovo inizio e lo fa per dare vita a un percorso di RESISTENZA creativa al peggio.

Il nostro viaggio lo sapevamo lungo, difficile e appassionante. Abbiamo impostato tutta la nostra campagna elettorale non sul desiderio generico di “convincere” gli indecisi, ma di coinvolgerli, di avvicinarli a una politica partecipata, di toglierli dal guscio sclerotizzato della sfiducia. In un mondo che divide tutti in vincenti o perdenti, noi non misuriamo il successo di questa avventura attraverso i numeri (che hanno comunque la loro importanza), ma alla luce delle energie sane messe in movimento e della consapevolezza maturata in questi mesi. Il nostro sogno, oggi e domani, è quello di uscire dall’incubo di una società ridotta a mercato e di disegnare insieme il profilo di una dignitosa e liberata società della cura. Per questo ci battiamo e per questo ti vogliamo al nostro fianco. Tutto il resto – i rimpianti, le maledizioni incrociate, le tiritere sul voto utile, il pessimismo gratuito – non ci appartiene. Chi cerca la luce, non si innamori del buio.

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