Il Programma di “Dipende da Noi”

Principi e criteri ispiratori

Il Programma di “Dipende da Noi” è un progetto di trasformazione delle Marche che punta a ricostruire la comunità regionale e a inaugurare una forma di governo che risponda ai problemi e promuova la partecipazione di cittadini, associazioni e Comuni. Il criterio è quello della giustizia verso la dignità di ognuno e verso la natura. Di qui l’idea di una REGIONE COMUNITARIA APERTA, che superi esclusione, sfruttamento economico, razzismo, sessismo, degrado ambientale integrando cultura, economia ed ecologia.

  • Per la cultura, l’idea ispiratrice è quella della REGIONE DEL BENE COMUNE.
  • Per l’economia, l’idea ispiratrice è quella del CIRCUITO ECONOMICO SOLIDALE.
  • Per l’ecologia, l’idea ispiratrice è quella della BIOREGIONE.

Poiché “tra il mezzo e il fine vi è la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l’albero” (M. Gandhi), vale l’interdipendenza tra il programma e il metodo d’azione per costruirlo e, soprattutto, realizzarlo insieme. Questo ci impegna a valorizzare, su ogni questione, la differenza di genere, quella di generazione e quella tra identità etniche.

I prerequisiti per dare seguito a questi criteri sono.

a. l’utilizzo mirato di tutte le risorse disponibili attraverso una gestione integrata delle diverse tipologie di fondi della Regione;

b. il riordino dell’apparato regionale mediante la riorganizzazione delle competenze degli assessorati e degli uffici in funzione di una gestione integrata delle questioni.

Priorità

1. Ricostruzione, riequilibrio e cura del territorio regionale

=> Per ricostruire sulla base di una visione complessiva di rinascita della comunità dell’Appennino a partire dall’ascolto delle popolazioni colpite e dall’impegno per un forte riequilibrio di servizi e opportunità tra la fascia costiera e le zone interne.

  • Impegno verso Governo e Parlamento per un Testo Unico di Legge sul Terremoto Centro Italia, e di due testi coordinati per le Ordinanze di Protezione Civile e per le Ordinanze del Commissario Straordinario per la Ricostruzione.
  • Poteri più ampi a un Commissario Nazionale, con la presenza e la partecipazione dei cittadini nelle sedi decisionali per garantire un controllo popolare.
  • Impegno per dotare di un organico adeguato gli uffici tecnici territoriali coinvolti nella ricostruzione e nell’istruttoria delle relative pratiche pubbliche e private attraverso la stabilizzazione e il potenziamento delle figure tecniche ed amministrative attualmente precarie.
  • Impegno per la semplificazione della normativa e per l’incentivazione dell’affidamento dei lavori di ricostruzione alle aziende locali che abbiano i requisiti, favorendo forme di associazione di impresa se troppo piccole.
  • Applicazione di una Zona Franca fiscale per un congruo numero di anni e di incentivi per chi decide di trasferirsi, con l’istituzione del “reddito di cratere”.

=> Per la qualificazione di un territorio in cui vivere in armonia ripensando una equilibrata relazione tra persone, animali e natura.

  • Nuova legge regionale sulla gestione del territorio utile a governare in termini di sostenibilità le trasformazioni territoriali, che arresti il consumo di suolo e garantisca trasparenza e partecipazione.
  • Ridefinizione delle Aree Vaste in tutta la regione in quanto soggetti coordinati di gestione pubblica dei beni comuni e servizi di portata sovracomunale
  • Creazione di un Progetto per l’utilizzo dei Fonti Europei (d’intesa anche con altre Regioni) per la rinascita sociale, economica ed ecologica delle aree interne nella prospettiva del riequilibrio territoriale tra aree costiere, collinari e montane.
  • Sostegno a progetti e movimenti impegnati a costruire economie sostenibili che invertano la tendenza allo spopolamento generando posti di lavoro per i giovani nella convergenza tra tradizioni locali e nuove tecnologie.

=> Per una mobilità sostenibile e di facile fruibilità come strumento per il miglioramento della qualità della vita nei centri urbani e nell’intero territorio regionale.

  • Riorganizzazione del trasporto pubblico extraurbano su gomma, con l’aumento dell’offerta su zone ad alta domanda e con il ricorso a modalità alternative di servizio in zone a più bassa densità abitativa (bus a chiamata, taxi collettivo, ecc.)
  • Strategia di riequilibrio del rapporto tra trasporto su gomma e trasporto su ferro.
  • Potenziamento dei collegamenti ferroviari con nuovi accordi con ferrovie italiane per la definizione di stazioni in cui si fermi un numero adeguato di treni ad alta velocità.
  • Potenziamento integrato tra porto di Ancona, aeroporto e interporto.
  • Completamento ed integrazione della rete regionale della mobilità dolce.
  • Trasformazione delle ex linee ferroviarie Fano – Urbino e Fabriano – Pergola in linee turistiche o piste ciclabili (Fano – Urbino e Fabriano; Porto san Giorgio – Amandola).
  • Realizzazione delle metropolitane di superficie nelle aree ove facilitano la mobilità leggera (Ascoli Piceno – Porto d’Ascoli, Macerata – Civitanova Marche, ecc.).

2.Lavoro, lotta alla povertà, cura dell’ambiente

=> Programmazione partecipata per la ripresa economica mediante una trasformazione qualitativa in cui la giustizia coniugata con la sostenibilità è il metodo per combattere la povertà e dare piena dignità sociale a tutti.

I criteri sono: potenziamento delle specificità geoculturali regionali; politica del credito a favore dell’economia regionale; sostegno mirato alle aree in crisi; connessione tra attività economiche, salvaguardia dell’ambiente e radicamento nelle comunità; legame tra imprese e centri di ricerca e di formazione.

  • Valorizzazione della tradizione, della peculiarità geografica e delle capacità tipiche delle Marche con un piano integrato che coinvolga il turismo, le risorse artistiche e paesaggistiche, l’artigianato, l’agricoltura biologica e le aziende manifatturiere che hanno radici nelle comunità locali e scelgono di non delocalizzare.
  • Mappatura della situazione della povertà nelle Marche e ricognizione delle aree più colpite dalla crisi e dal terremoto (a Fabriano, nel maceratese, nell’ascolano, nel fermano) promuovendo il rilancio delle attività produttive.
  • Strategia condivisa di lotta alla povertà e rilancio dei Centri per l’impiego indirizzandone l’azione verso l’accesso a posti di lavoro dignitosi e di qualità, per evitare sia il fenomeno dei lavoratori poveri, sia la disoccupazione, con l’attenzione a non caricare sulle spalle delle donne l’onere della trasformazione.
  • Strategia integrata della Regione per una politica del credito che garantisca al sistema economico regionale risorse alle imprese socialmente ed ecologicamente responsabili, soprattutto nei settori spesso penalizzati dalla globalizzazione dei mercati; ciò sia attraverso un patto con gli istituti di credito più attenti all’economia marchigiana, sia mediante il rilancio della società regionale SVIM.
  • Rilancio dei percorsi di formazione professionale tenendo conto del potenziale di richiesta di lavoro del territorio.
  • Sostenere lo sviluppo dell’occupazione femminile promuovendo l’uguaglianza giuridica sostanziale tra donne e uomini.
  • Coordinamento tra le Università e il sistema delle imprese volto alla riconversione ecologica delle produzioni e all’aumento dell’occupazione qualificata.
  • Piano di sostegno e di sviluppo dell’agricoltura biologica.
  • Attuazione di tutte le azioni di competenza regionale per ridurre l’effetto serra e contrastare i cambiamenti climatici.
  • Revisione profonda della legislazione urbanistica per eliminare il consumo di suolo.
  • Gestione dei boschi finalizzata a incrementare la biodiversità, la cattura e lo stoccaggio del carbonio.
  • Azioni mirate alla salvaguardia e al miglioramento del patrimonio idrico.
  • Realizzazione delle Aree Marine Protette del Piceno e del Conero.
  • Incentivazioni per il risparmio e il miglioramento energetico e per il superamento delle fonti fossili con la dismissione e la riconversione degli impianti.
  • Bonifica di tutti i siti inquinati, nonché soluzione partecipata delle principali emergenze ambientali, a cominciare dalla situazione di Falconara.
  • Gestione dei rifiuti finalizzata alla prevenzione, alla riduzione, al riuso e al riciclo.
  • Revisione delle politiche per il turismo con mappatura sistematica di siti storici, archeologici, musei, parchi e riserve naturalistiche, luoghi di valore naturalistico e paesaggistico e promozione di una loro fruibilità diffusa e rispettosa dei territori.

3.Sanità, politiche sociali e abitative, scuola e cultura

=>Per una concezione unitaria della salute della persona: riqualificando i servizi sanitari e sociosanitari, dando la priorità all’assistenza territoriale, valorizzando la conoscenza dei territori, l’ascolto attento dei cittadini nell’ottica di garantire servizi adeguati ai diversi bisogni, nel rispetto delle normative vigenti.

  • Sanità pubblica e gratuita, accessibile a tutti. Deve essere la Regione a stabilire le prestazioni sanitarie private integrative, governando il convenzionamento e riformando profondamente il sistema regionale delle liste d’attesa.
  • L’integrazione sociale e sanitaria deve essere una priorità per tutti i livelli di governo della salute: dall’organizzazione degli uffici regionali per un effettiva e propositiva amministrazione dei rapporti tra sanità e sociale, alla coincidenza tra Distretti Sanitari e Ambiti Territoriali Sociali; dal rafforzamento della conoscenza della domanda di salute sociale e sanitaria e del miglioramento delle risposte con il coinvolgimento reale dei Comitati dei Sindaci all’organizzazione di percorsi formativi e di accompagnamento sui territori relativi a: Punto Unico di Accesso, Unità Valutativa Integrata, presa in carico e continuità dell’assistenza con Progetti Assistenziali Integrati tra acuzie, riabilitazione, cronicità.
  • Garanzia di accesso a cure uniformemente distribuite nel territorio, superando il dato geografico tra costa ed interno, che vede quest’ultimo spesso penalizzato soprattutto nelle aree montane, con l’impegno a ridefinire il fabbisogno dei presidi sanitari e sociosanitari, residenziali, semiresidenziali e territoriali, privilegiando la logica della sussidiarietà in tutte le zone.
  • Riqualificare l’Assistenza Territoriale e rafforzare il ruolo dei Distretti Sanitari: ciò garantendo personale stabile per presìdi importanti come Consultori familiari e Unità Multidisciplinari per la disabilità; impegnandoli nel maggiore coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta; qualificandoli come perno per le dimissioni protette ospedaliere e nel raccordo con i Dipartimenti extramurali che si occupano di fragilità: Salute Mentale, Dipendenze patologiche, Riabilitazione, Materno Infantile.
  • Verifica del Piano Sanitario e Sociosanitario, approvando le modifiche necessarie a renderlo coerente con queste priorità, e garantendo un costante monitoraggio per la sua applicazione con particolare riferimento alle seguenti dimensioni:
  1. Revisione del Piano delle maxi emergenze sanitarie alla luce della esperienza della pandemia Covid-19.
  2. Riqualificazione ed esplicitazione dell’assistenza ospedaliera nella logica dell’organizzazione per intensità di cura.
  3. Radicale riordino del Sistema Emergenza/Urgenza Territoriale anche attraverso: il coordinamento tra sistema di emergenza territoriale e pronto soccorso/ospedale; l’adozione di protocolli condivisi (piani diagnostico terapeutici per le patologie tempo dipendente) tra questi due poli; l’ottimizzazione della dislocazione delle postazioni di emergenza sanitaria territoriale.
  4. Rafforzamento e priorità di realizzazione della progettualità per l’Infermiere di Famiglia e Comunità, considerata scelta di sistema imprescindibile ed urgente.
  5. Estensione della definizione di Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali nei settori dell’assistenza ospedaliera e territoriale, integrati tra sanitario e sociale.
  6. Accelerazione della realizzazione e applicazione del fascicolo sanitario elettronico (FSE) nella Regione Marche.
  7. Implementazione effettiva e prioritaria del Registro Tumori Regionale.
  8. Monitoraggio dell’andamento della Mobilità sanitaria per il miglioramento dei valori di quella interregionale passiva e per una riallocazione dei servizi sulla base della mobilità intraregionale tra le Aree Vaste.
  • Istituzione di un centro regionale di monitoraggio dell’applicazione della 194 e sostegno alle attività consultoriali assumendo personale qualificato e sufficiente.
  • Sviluppo dei centri anti-violenza e di case di accoglienza per donne maltrattate.

=> Per una comunità regionale solidale e attiva contro ogni forma di povertà.

  • Strategia di interazione tra livelli comunitari, ministeriali e comunali e forte ruolo interistituzionale della Regione nella gestione dei servizi e nella lotta alle povertà.  
  • Potenziamento degli interventi a sostegno della domiciliarità attuando la maggiore internalizzazione possibile, da parte della Regione, dei servizi alla persona e la valorizzazione della loro gestione associata da parte dei Comuni. Ciò per evitare l’esternalizzazione dei servizi e per rafforzarne il controllo operativo nella logica del rispetto dei diritti dei destinatari degli interventi e degli operatori.
  • Sviluppo dei servizi basati su modelli inclusivi di tipo comunitario, collocati nei normali contesti di vita, nei quali sia centrale il riferimento alla qualità di vita delle persone, senza alcuno sradicamento dal territorio e dalle relazioni di origine.
  • Assicurazione dei servizi e delle prestazioni dei Livelli essenziali di assistenza sociosanitaria, anche attraverso una coerente articolazione territoriale che li renda effettivamente fruibili, alle stesse condizioni in tutto il territorio regionale. L’organizzazione dei servizi sociali territoriali deve trovare una vera integrazione con i servizi di altri settori (sanità, istruzione, formazione professionale, lavoro).
  • Potenziamento degli Ambiti territoriali sociali con il passaggio da Ambito di coordinamento ad Ambito di pianificazione, progettazione e gestione dei servizi.
  • Attenzione ai fenomeni sociali emergenti (di cui il COVID-19 è un esempio drammatico), con investimenti economici, progettualità ed interventi strutturali.
  • Attuazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dal nostro Parlamento con legge 18/2009) in particolare in riferimento all’articolo 19 sulla Vita indipendente ed inclusione nella comunità delle persone con disabilità.
  • Piano di integrazione sistematica, territorio per territorio, tra gli enti pubblici e le forze del volontariato sociale, in particolare nelle strategie di contrasto alle povertà.

=> Per un maggiore investimento nella scuola e nella formazione professionale

=> Peruna politica culturale integrata che svolga le funzioni di programmazione e coordinamento, favorendo la progettazione e l’organizzazione integrata.

  • Aumento dei posti di Nido d’infanzia con la gratuità per le fasce di reddito più basse.
  • Integrazione tra il sistema scolastico e formativo con il sostegno strategico del percorso formativo professionale ed il collegamento con il mondo del lavoro.
  • Impegno per l’opposizione al progetto dell’autonomia differenziata.
  • Impegno per programmare e sostenere, d’intesa con le scuole, progetti per gli insegnanti finalizzati ad elevare la qualità educativa della didattica.
  • Impegno a promuovere progetti rivolti a studenti e studentesse di educazione all’affettività per prevenire la violenza di genere e superare gli stereotipi sessisti.
  • Piano di investimenti per l’edilizia scolastica e il recupero di edifici dismessi.
  • Interventi integrati di prevenzione della dispersione scolastica.
  • Creazione di reti attive di musei, teatri, botteghe, laboratori artigiani e artistici, fattorie didattiche e agricole, scuole parentali, montessoriane, steineriane e sperimentali e associazionismo culturale per promuovere l’educazione diffusa.
  • Valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico e sostegno a Musica, Danza, Teatro e Cinema anche mediante la creazione di una rete di associazioni ed enti accreditati per manifestazioni culturali diffuse così da scongiurare clientele e privilegi mediante protocolli trasparenti di scelta e finanziamento di attività e eventi.
  • Introduzione di un sostegno permanente a enti culturali e formativi (biblioteche, musei, università popolari, corali, corpi bandistici).
  • Avvio di un Corso permanente di formazione politica, in collaborazione con le Università marchigiane, per futuri amministratori regionali, provinciali, comunali

=> Per una Regione che realizza il diritto all’Abitare”.

  • Predisposizione di un Piano casa incentrato sull’edilizia pubblica, tarato sulle specificità del territorio con politiche di ampio respiro a tutela del diritto di ciascuno di “avere una casa”, con particolare attenzione alle generazioni più penalizzate, quelle giovanili.
  • Costituzione di un Fondo Regionale per gli Affitti e per l’Acquisto all’Asta.
  • Trasformazione dell’ERAP in Agenzia sociale per la “casa pubblica”.
  • Strategie di acquisto dell’invenduto con recuperi in chiave di bioarchitettura.
  • Attivazione dell’Osservatorio della condizione abitativa (istituito L.R. 36/05).

=> Persuperare un approccio emergenziale e per una convivenza più giusta per tutte/i.

  • Piano di insediamento diffuso e stabile – concordato con i Comuni delle aree interne e seguito dalla Regione – per richiedenti asilo formati a attività artigianali e agricole.
  • Sostegno politico alla proposta di Legge popolare “Ero Straniero – l’umanità che fa bene -”, della campagna nazionale “io Accolgo”, delle richieste avanzate dal Tavolo Nazionale Asilo contro il memorandum d’intesa con la Libia.
  • Sostegno politico al disegno di legge sullo “Ius Soli”, per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai giovani cittadini stranieri che vivono stabilmente in Italia.
  • Promozione della maggiore adesione dei Comuni della rete Siproimi (ex SPRAR) e impegno per ripristinare l’accesso allo SPRAR/SIPROIMI dei richiedenti asilo.
  • Convocazione di un Tavolo asilo di coordinamento tra soggetti istituzionali coinvolti, enti di tutela, associazioni di stranieri, Servizio Centrale Siproimi.
  • Impiego del dispositivo della mediazione interculturale nei servizi sanitari e di base.
  • Potenziamento dell’offerta assistenziale STP/ENI, aumentando gli ambulatori e l’assistenza anzitutto mediante i servizi territoriali dell’ASUR.
  • Sostegno al contrasto a ogni forma di sfruttamento lavorativo dei migranti.
  • Impegno per attivare reti di interscambio cooperativo con i circuiti economici solidali attivi in Europa e nel mondo e per una rete mondiale delle Regioni per la Pace.